U.L.E.P.E. SIRACUSA

Semilibertà

Semilibertà

 

È regolamentata dall’art. 48 della Legge 354/1975.
Consiste nella concessione al condannato e all’internato di trascorrere parte del giorno fuori dall’Istituto di pena per partecipare ad attività lavorative, istruttive o comunque utili al reinserimento sociale, in base ad un programma di trattamento, la cui responsabilità è affidata al direttore dell’istituto di pena.
Possono esservi ammessi i condannati alla pena detentiva non superiore a sei mesi oppure dopo l’espiazione di metà della pena, ovvero, se si tratta di uno dei casi di cui all’art. 4bis (416 bis e 630 C.P., cioè reati associativi, sequestro di persona etc.) di almeno due terzi di essa. Il condannato all’ergastolo può esservi ammesso dopo l’espiazione di almeno venti anni di detenzione; l’internato può esservi ammesso in ogni momento.
Durante la misura il programma di trattamento può essere modificato dal Magistrato di Sorveglianza su segnalazione del Direttore dell’Istituto di pena.
I compiti dell’U.E.P.E. si svolgono sia prima che nel corso della misura:-
– Se il soggetto è in libertà, svolge un’inchiesta di servizio sociale richiesta dal Tribunale di Sorveglianza;
– Se il soggetto è detenuto, partecipa al periodo di osservazione scientifica della personalità del soggetto offrendo consulenza e collaborando con gli altri operatori penitenziari (educatori, polizia penitenziaria, cappellano, direttore d‟istituto, psicologi, altri esperti) per elaborare collegialmente la relazione di sintesi da inviare al Tribunale di sorveglianza.
La semilibertà viene concessa con provvedimento di ordinanza adottato dal Tribunale di Sorveglianza. La semilibertà ha inizio dal momento in cui il Magistrato di Sorveglianza approva il piano di trattamento provvisorio, che il Direttore dell’Istituto di pena deve predisporre entro cinque giorni dall’arrivo dell’ordinanza.
Nel programma di trattamento sono indicate le prescrizioni che il condannato dovrà sottoscrivere e rispettare in ordine alle attività cui dovrà dedicarsi fuori dal carcere: il lavoro, i rapporti con la famiglia e con l’U.E.PE., altre attività utili al reinserimento, etc.
Nel corso della misura, l’ U.E.P.E. ha il compito di:
– curare la vigilanza e l’assistenza del soggetto nell’ambiente libero;
– collaborare con la Direzione dell’Istituto di pena che rimane titolare della responsabilità del trattamento;
– riferire periodicamente al Direttore dell’Istituto di pena sull’andamento della semilibertà e sulla situazione di vita del soggetto;
-fornire al Direttore dell’Istituto di pena ogni informazione rilevante ai fini di un’eventuale modifica del programma di trattamento.