U.L.E.P.E. SIRACUSA

Affidamento in prova al servizio sociale

Affidamento in prova al servizio sociale

 

E’ disciplinato dall’art. 47 della Legge 354/1975.
Può essere definito come il tipo di sanzione penale che consente al condannato di espiare la pena detentiva inflitta, o comunque quella residua, in regime di libertà assistita e controllata tramite affidamento al servizio sociale del condannato fuori dall’istituto di pena per un periodo uguale a quello della pena da scontare ( non superiore a quattro anni).
È considerata la misura alternativa alla detenzione per eccellenza, in quanto si svolge totalmente nel territorio, mirando ad evitare al massimo i danni derivanti dal contatto con l’ambiente penitenziario e dalla condizione di privazione della libertà.
L’applicazione dell’affidamento da un lato fa venir meno ogni rapporto del condannato con l’istituzione carceraria e dall’altro comporta l’instaurarsi di una relazione di tipo collaborativo con l’ufficio di esecuzione penale esterna.
A questo fine viene elaborato un programma di trattamento individuale, che declina le attività che il reo dovrà svolgere, gli obblighi e gli impegni cui deve attenersi ed i controlli cui sarà sottoposto.
L’esito positivo del periodo di prova, la cui durata coincide con quella della pena da scontare, estingue la pena ed ogni altro effetto penale.
Viene concesso dal Tribunale di sorveglianza competente.
I compiti dell’U.E.P.E. si svolgono sia prima che nel corso della misura:-
– Se il soggetto è in libertà, svolge un‟inchiesta di servizio sociale richiesta dal Tribunale di Sorveglianza per raccogliere gli elementi relativi al condannato con particolare riferimento all’ambiente sociale e familiare di appartenenza e alle risorse personali, familiari, relazionali e ambientali su cui fondare un’ipotesi progettuale di intervento e di reinserimento sociale;
– Se il soggetto è detenuto, partecipa al periodo di osservazione scientifica della personalità del soggetto offrendo consulenza e collaborando con gli altri operatori penitenziari (educatori, polizia penitenziaria, cappellano, direttore d‟istituto, psicologi, altri esperti) per elaborare collegialmente la relazione di sintesi da inviare al Tribunale di sorveglianza.
Il provvedimento di affidamento (ordinanza) è adottato dal Tribunale di Sorveglianza. Se quest’ultimo valuterà di concedere la misura, disporrà un verbale contenente le prescrizioni che il soggetto dovrà rispettare durante tutta la durata dell’affidamento.

Nel corso della misura, l’U.E.P.E. ha il compito di:
– aiutare il soggetto a superare le difficoltà di adattamento alla vita sociale favorendo il suo reinserimento;
– controllare le sue condotte in merito alle prescrizioni;
-svolgere un‟azione di tramite tra la persona, la sua rete di relazioni e i Servizi del territorio (Enti Locali, ASL, Terzo Settore);
– riferire periodicamente, con frequenza minima trimestrale, al Magistrato di Sorveglianza circa l’andamento dell’affidamento ed inviare allo stesso una relazione finale alla conclusione della misura ;
-fornire al Magistrato di Sorveglianza ogni informazione rilevante sulla situazione di vita del soggetto e sull’andamento della misura ( ai fini di un’eventuale modifica delle prescrizioni etc..).